sk238 John Barth – L’Opera Galleggiante

Leggo molto e senza metodo: cioè, ho un mio metodo ma non è ortodosso. ( pag. 21 )

Ogni cosa temo è significativa, e nulla è definitivamente importante. ( pag. 24)

…tendo infatti, temo, ad attribuire a idee astratte un’importanza di vita o di morte ( pag. 36 )

Proprio così, dunque. Attraversai il cortile diretto alla mia camera, aprii la porta con dolcezza e vi entrai in punta di piedi per prendere il whisky. Era mia intenzione sciacquare il bicchiere, riempirlo a metà ed andarmene il più in fretta possibile, ma appena girai il rubinetto del lavandino, ed esso fece risuonare il solito la bemolle sopra il do di petto, Jane Mack aprì gli occhi verdi e si alzò a sedere sul mio letto: i capelli, scuri e lisci come zibellino, le caddero intorno alle spalle, e il lenzuolo le scivolò giù sino alle anche; alzò il braccio destro per tirare indietro i capelli; il movimento le appiattì lo stomaco e le alzò uno dei seni in un modo che mi fece stringere le cosce nel vederla. Tenevo ancora il litro di Sherbrook nella destra e il bicchiere nella sinistra. Jane mi domandò con voce assonnata, se fossero già le otto; le dissi di no. Si grattò la testa, sbadigliò, si gettò di nuovo sul guanciale, sospirò, e penso, si riaddormentò all’istante. Il lenzuolo la lasciava ancora scoperta sino alle anche, ed era stesa con le spalle rivolte a me. Credo che una leggera brezza calda si muovesse per la camera, e mi ricordo precisamente che un piccolo raggio di sole si rifletteva su qualche oggetto all’esterno e tracciava una striscia brillante sulla sua belle abbronzata, dove la vita le si faceva più stretta sopra l’angolo tondo dell’anca, spinta in su dal duro materasso del mio letto. Bevvi la medicina del capitano Osborn , come non era mia abitudine, versai un’altra dose per lui, e usciì in punta di piedi. ( pag. 39 )

No io tiro fuori il mio dollaro e mezzo ogni mattina per rammentarmi ( se dovessi mai dimenticarlo ) che mi prendo così a nolo un altro giorno dell’eternità, pagando l’interesse sul tempo preso a prestito ( pag. 80 )

Un gesto di temporaneità, un gesto di eternità. E’ nella tensione fra questi due gesti che ho passato la vita adulta ( pag. 81 )

La viltà implica una scelta, mentre la paura è indipendente da ogni scelta. ( pag. 96 )

Ma fu l’emozione più pura e più forte che io abbia mai conosciuto. Riusciì addirittura per una frazione della sua durata, a contemplare me stesso obiettivamente. Un animale sconvolto e bavoso in un fosso pieno di fango. Una cosa è asserire intellettualmente alla preposizione che l’uomo è una specie animale; e un’altra del tutto diversa è rendersi conto, completamente in modo duraturo, della propria animalità, al punto da non poter mai più contrapporre i termini uomo e animale, nemmeno nelle conversazioni più informali; a non poter mai più considerare gli altri esseri umani se non come una fauna più o meno intelligente, più o meno sana, più o meno pericolosa, più o meno capace; da non poter mai più considerare le loro conquiste come giochetti di bestie più o meno ben addestrate. ( pag. 96 )

Fu un sentimento talmente forte che quando dal nulla un uomo saltò nel cratere al mio fianco, mi gettai subito su di lui e lo abbracciai con tutte le mie forze. ( pag. 97 )

Il capitolo “Una nota, un ammonimento” ( pag. 105 )

Il capitolo “ Uno specchio che riflette la vita” ( pag. 160 )

…ma quando finalmente potei uscire, avevo deciso con tutto me stesso che ne ero fuori ; che le occupazioni, le mete, gli entusiasmi del mondo degli uomini non erano anche miei. Il mio atteggiamento era stato sbagliato, conclusi: alla realtà con la quale mi toccava convivere non si poteva sfuggire né col whisky né con la violenza, e nemmeno col lavoro. Quel che mi toccava fare, ragionai, era di tenermela fissa davanti , sempre: conviverci seriamente, guardandola in faccia ( pag. 185 )

Almeno quando camminavo per le loro strade, dovevo fingere di somigliare a tutte le altre farfalle: ma in cuor mio sapevo di appartenere a una specie del tutto diversa, forse meno nauseante ( pag. 186 )

“Toddy me lo compri un cono gelato?”
“Perché?”
“Lo voglio caro”
“ Perché?”
“ Lo voglio”
“Ma perché lo vuoi”
“Lo voglio”
“Ma perché? Dimmi perché ?”
“Lo voglio”
( pag. 270 )

“Mhh hai proprio l’odore della tua mamma” dissi.

Questo la divertì “E tu hai proprio l’odore del papà” ribattè. ( pag. 271 )

E invece improvvisamente il cuore mi riempiva tutto il corpo. Non il cuore mi sarebbe scoppiato, ma il corpo, tanto era pieno del cuore: e ogni battito era malato ( pag. 298 )

…Che in breve il mio cuore era padrone di tutto il resto di me, anche della mia volontà ( pag. 298 )

E l’imbarazzo che provo nel dirvi di come andai convulso e tremante verso il letto; come seppelliì ciecamente la testa nel suo grembo; come rimasi la a rabbrividire finchè non mi colse il sonno, con le ginocchia strette al petto, lottando con la disperazione come si lotta contro l’appendicite….

…Sono veramente imbarazzato lettori, però in buona fede raccomando alla vostra attenzione questo rifugio. Non è affatto un gesto da struzzo, perché il nemico dal quale fuggite non è fuori di voi ( pag. 299 )

Tipico della poderosa natura, cambiare tanto drammaticamente il tempo quando io avevo così delicatamente cambiato opinione! ( pag. 328 )

Comprato in internet il 30 Luglio 2010 –  Letto a cecina Mare 24 e 25 Agosto 2010 + Domenica 29 Agosto 2010 a Caldana – Consigliato da: Questo era il tavolo a cui ero seduta al matrimonio di Agnese e Matteo Severini, in quello stesso momento Tommaso Innocenti ha detto che si trattava di uno dei suoi o del suo libro preferito, queste le ragioni per cui l’ho letto.


About this entry