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		<title>parolechecambianolavita</title>
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		<title>sk238 John Barth &#8211; L&#8217;Opera Galleggiante</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 13:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[4]]></category>
		<category><![CDATA[John Barth]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opera Galleggiante]]></category>
		<category><![CDATA[Minimum fax]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo molto e senza metodo: cioè, ho un mio metodo ma non è ortodosso. ( pag. 21 ) Ogni cosa temo è significativa, e nulla è definitivamente importante. ( pag. 24) …tendo infatti, temo, ad attribuire a idee astratte un’importanza di vita o di morte ( pag. 36 ) Proprio così, dunque. Attraversai il cortile [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=600&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo molto e senza metodo: cioè, ho un mio metodo ma non è ortodosso. ( pag. 21 )</p>
<p>Ogni cosa temo è significativa, e nulla è definitivamente importante. ( pag. 24)</p>
<p>…tendo infatti, temo, ad attribuire a idee astratte un’importanza di vita o di morte ( pag. 36 )</p>
<p>Proprio così, dunque. Attraversai il cortile diretto alla mia camera, aprii la porta con dolcezza e vi entrai in punta di piedi per prendere il whisky. Era mia intenzione sciacquare il bicchiere, riempirlo a metà ed andarmene il più in fretta possibile, ma appena girai il rubinetto del lavandino, ed esso fece risuonare il solito la bemolle sopra il do di petto, Jane Mack aprì gli occhi verdi e si alzò a sedere sul mio letto: i capelli, scuri e lisci come zibellino, le caddero intorno alle spalle, e il lenzuolo le scivolò giù sino alle anche; alzò il braccio destro per tirare indietro i capelli; il movimento le appiattì lo stomaco e le alzò uno dei seni in un modo che mi fece stringere le cosce nel vederla. Tenevo ancora il litro di Sherbrook nella destra e il bicchiere nella sinistra. Jane mi domandò con voce assonnata, se fossero già le otto; le dissi di no. Si grattò la testa, sbadigliò, si gettò di nuovo sul guanciale, sospirò, e penso, si riaddormentò all’istante. Il lenzuolo la lasciava ancora scoperta sino alle anche, ed era stesa con le spalle rivolte a me. Credo che una leggera brezza calda si muovesse per la camera, e mi ricordo precisamente che un piccolo raggio di sole si rifletteva su qualche oggetto all’esterno e tracciava una striscia brillante sulla sua belle abbronzata, dove la vita le si faceva più stretta sopra l’angolo tondo dell’anca, spinta in su dal duro materasso del mio letto. Bevvi la medicina del capitano Osborn , come non era mia abitudine, versai un’altra dose per lui, e usciì in punta di piedi. ( pag. 39 )</p>
<p>No io tiro fuori il mio dollaro e mezzo ogni mattina per rammentarmi ( se dovessi mai dimenticarlo ) che mi prendo così a nolo un altro giorno dell’eternità, pagando l’interesse sul tempo preso a prestito ( pag. 80 )</p>
<p>Un gesto di temporaneità, un gesto di eternità. E’ nella tensione fra questi due gesti che ho passato la vita adulta ( pag. 81 )</p>
<p>La viltà implica una scelta, mentre la paura è indipendente da ogni scelta. ( pag. 96 )</p>
<p>Ma fu l’emozione più pura e più forte che io abbia mai conosciuto. Riusciì addirittura per una frazione della sua durata, a contemplare me stesso obiettivamente. Un animale sconvolto e bavoso in un fosso pieno di fango. Una cosa è asserire intellettualmente alla preposizione che l’uomo è una specie animale; e un’altra del tutto diversa è rendersi conto, completamente in modo duraturo, della propria animalità, al punto da non poter mai più contrapporre i termini uomo e animale, nemmeno nelle conversazioni più informali; a non poter mai più considerare gli altri esseri umani se non come una fauna più o meno intelligente, più o meno sana, più o meno pericolosa, più o meno capace; da non poter mai più considerare le loro conquiste come giochetti di bestie più o meno ben addestrate. ( pag. 96 )</p>
<p>Fu un sentimento talmente forte che quando dal nulla un uomo saltò nel cratere al mio fianco, mi gettai subito su di lui e lo abbracciai con tutte le mie forze. ( pag. 97 )</p>
<p>Il capitolo “Una nota, un ammonimento” ( pag. 105 )</p>
<p>Il capitolo “ Uno specchio che riflette la vita” ( pag. 160 )</p>
<p>…ma quando finalmente potei uscire, avevo deciso con tutto me stesso che ne ero fuori ; che le occupazioni, le mete, gli entusiasmi del mondo degli uomini non erano anche miei. Il mio atteggiamento era stato sbagliato, conclusi: alla realtà con la quale mi toccava convivere non si poteva sfuggire né col whisky né con la violenza, e nemmeno col lavoro. Quel che mi toccava fare, ragionai, era di tenermela fissa davanti , sempre: conviverci seriamente, guardandola in faccia ( pag. 185 )</p>
<p>Almeno quando camminavo per le loro strade, dovevo fingere di somigliare a tutte le altre farfalle: ma in cuor mio sapevo di appartenere a una specie del tutto diversa, forse meno nauseante ( pag. 186 )</p>
<p>“Toddy me lo compri un cono gelato?”<br />
“Perché?”<br />
“Lo voglio caro”<br />
“ Perché?”<br />
“ Lo voglio”<br />
“Ma perché lo vuoi”<br />
“Lo voglio”<br />
“Ma perché? Dimmi perché ?”<br />
“Lo voglio”<br />
( pag. 270 )</p>
<p>“Mhh hai proprio l’odore della tua mamma” dissi.</p>
<p>Questo la divertì “E tu hai proprio l’odore del papà” ribattè. ( pag. 271 )</p>
<p>E invece improvvisamente il cuore mi riempiva tutto il corpo. Non il cuore mi sarebbe scoppiato, ma il corpo, tanto era pieno del cuore: e ogni battito era malato ( pag. 298 )</p>
<p>…Che in breve il mio cuore era padrone di tutto il resto di me, anche della mia volontà ( pag. 298 )</p>
<p>E l’imbarazzo che provo nel dirvi di come andai convulso e tremante verso il letto; come seppelliì ciecamente la testa nel suo grembo; come rimasi la a rabbrividire finchè non mi colse il sonno, con le ginocchia strette al petto, lottando con la disperazione come si lotta contro l’appendicite….</p>
<p>…Sono veramente imbarazzato lettori, però in buona fede raccomando alla vostra attenzione questo rifugio. Non è affatto un gesto da struzzo, perché il nemico dal quale fuggite non è fuori di voi ( pag. 299 )</p>
<p>Tipico della poderosa natura, cambiare tanto drammaticamente il tempo quando io avevo così delicatamente cambiato opinione! ( pag. 328 )</p>
<p>Comprato in internet il 30 Luglio 2010 &#8211;  Letto a cecina Mare 24 e 25 Agosto 2010 + Domenica 29 Agosto 2010 a Caldana &#8211; Consigliato da: Questo era il tavolo a cui ero seduta al matrimonio di Agnese e Matteo Severini, in quello stesso momento Tommaso Innocenti ha detto che si trattava di uno dei suoi o del suo libro preferito, queste le ragioni per cui l&#8217;ho letto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/600/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=600&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sk237 Brigitte Giraud &#8211; L&#8217;Amore è sopravvalutato</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 10:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[3]]></category>
		<category><![CDATA[Brigitte Giraud]]></category>
		<category><![CDATA[Guanda]]></category>
		<category><![CDATA[L'Amore è Sopravvalutato]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccolta di racconti brevi. Qualcuno carino e emozionante, qualcuno meraviglioso e qualcuno insignificante. Forniremo loro le prove che l’amore non è niente, niente di quello che ci avevano fatto credere. Spezzeremo le loro illusioni, trasmettendo loro il gusto dell’incompiuto ( pag. 32 ) Pazienza col tempo mi sono abituata a non sognare troppo ( pag. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=301&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Raccolta di racconti brevi. Qualcuno carino e emozionante, qualcuno meraviglioso e qualcuno insignificante.</em></p>
<p>Forniremo loro le prove che l’amore non è niente, niente di quello che ci avevano fatto credere. Spezzeremo le loro illusioni, trasmettendo loro il gusto dell’incompiuto ( pag. 32 )</p>
<p>Pazienza col tempo mi sono abituata a non sognare troppo ( pag. 37 )</p>
<p>So che il tempo regolarmente è scaduto ( pag. 48 )</p>
<p>Non sapevo che si può vivere, lavorare, scherzare ed essere malati di dolore ( pag. 52 )</p>
<p>Mio padre è dentro. Io e lui dentro, e mia madre e mio fratello che vanno verso la stazione. Non trovo di meglio da fare che piegare con cura i teli asciutti e i costumi da bagno. Formo una pila perfetta, una composizione inutile che appoggio sul tavolo della colazione . Ci ripenso tutte le volte che piego la biancheria ( pag. 63 )</p>
<p>Da quando siamo partiti non mi ha ancora guardata, non mi ha ancora rivolto la parola. So che è interamente posseduto dall’immagine di mia madre, suppongo che non sappia come andare avanti ( pag. 54-65 )</p>
<p><em>Edizioni: Guanda &#8211; Comprato e Letto nel Marzo 2010  a casa mia.  Ho pianto tanto!!!</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/301/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=301&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>sk223 Arthr Shnitzler &#8211; Doppio Sogno</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 09:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[4]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur Schintzler]]></category>
		<category><![CDATA[Doppio Sogno]]></category>

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		<description><![CDATA[Le labbra sottili come per le molte parole non dette ( pag.22) Quale strano romanzo ho mai sfiorato? ( pag.52 ) Com’è vero che si cede sempre alla seduzione delle parole e si giudicano e si denominano strade , destini, uomini per pure forza d’abitudine (pag. 97 ) “E’lei?” Chiese il Dott.Adler. Fridolin istintivamente si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=496&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le labbra sottili come per le molte parole non dette ( pag.22)</p>
<p>Quale strano romanzo ho mai sfiorato? ( pag.52 )</p>
<p>Com’è vero che si cede sempre alla seduzione delle parole e si giudicano e si denominano strade , destini, uomini per pure forza d’abitudine (pag. 97 )</p>
<p style="text-align:justify;">“E’lei?” Chiese il Dott.Adler.<br />
Fridolin istintivamente si avvicinò ancora di più alla morta, quasi che acuedo o sguardo potesse strappare una risposta a quei lineamenti irrigiditi e al tempo stesso capì: anche se quello per davvero fosse il volto di lei e quegli occhi gli stessi che ieri sera si erano fissati così caldi di vita nei suoi, non l’avrebbe mai saputo, non poteva saperlo, forse non lo voleva affatto. Ripose dolcemente la testa sul piano del tavolo e fece vagare lo sguardo sul corpo della morta , accompagnato dalla luce mobile della lampadina tascabile.Era proprio il suo corpo ? Quel corpo meraviglioso , fiorente, solo ieri così tormentosamente desiderato? Vide un collo giallastro, avvizzito, vide due seni di ragazza piccoli e tuttavia già cadenti fra ii quali, come segno della decomposizione in atto, lo sterno si disegnava con crudele chiarezza sotto la pelle pallida, vide la rotondità bruno opaca del basso ventre, vide comeda un’ombra scura ormai priva di segreto e di senso, si apriano insignificanti le gambe ben formate, vide i ginocchi leggermente divaricati, gli spigoli vivi degli stinchi e i piedi snelli con le dita piegate in dentro. Poi tutto ripiombò rapidamente nel buio perché il cono luminoso della lampadina tascabile ritornò indietro di scatto e si fermò oscillando leggeremente sul viso palllido. Istintivamente quasi guidato da una forza invisibile , Fridolin sfiorò con le mani la fronte, le guance, le spalle, le braccia della morta. Poi intrecciò le sue dita in quelle di lei, come in un gioco d’amore, e per quanto fossero rigide gli sembrò che esse cercassero di muoversi e di ricambiare la stretta. Ebbe persino l’mpressione che sotto le palpebre semichiuse uno sguardo estraneo e spento andasse in cerca del suo. E come attratto magicamente si chinò su dui lei. E in quel attimo udì sussurrare “ ma che fai?” ( pag.108/109)</p>
<p>“Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un’intera vita umana, non significano al tempo stesso anche la loro più profonda verità”<br />
“E nessun sogno” di sse egli con leggero sospiro “è interamente sogno” ( pag.114 )</p>
<p><em>Edizioni: Adelphi &#8211; Comprato Ottobre 1999 &#8211; Letto a Lisbona 24 e 25 Ottobre1999 con Elisa nella Camera 19 della Pensao Camoes &#8211; Cosigliato da Buso e dall&#8217;aver visto Eyes Wide Shut di S. Kubrick</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/496/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=496&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>sk222 Daniel Pennac &#8211; Il Paradiso degli Orchi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 09:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[4]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Pennac]]></category>
		<category><![CDATA[Feltrinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Il Paradiso degli Orchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lui ha memoria anche se non sa più cosa ci sia dentro (pag.37 ) E com’è la clinica? I piccoli, lustri come monete nuove nei pigiami freschi di bucato, sono lanciati nella corsa ai dettagli e le due grandi nelle camice da notte profumate, mi ascoltano come se anche loro volessero crederci, alla storia della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=495&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Lui ha memoria anche se non sa più cosa ci sia dentro (pag.37 )</p>
<p style="text-align:justify;">E com’è la clinica?<br />
I piccoli, lustri come monete nuove nei pigiami freschi di bucato, sono lanciati nella corsa ai dettagli e le due grandi nelle camice da notte profumate, mi ascoltano come se anche loro volessero crederci, alla storia della clinica.<br />
- Stupenda, tutto quello che ci vuole per un cane di lusso.La tv in ogni stanza con programma apposta a seconda del caratte<br />
- Ma dai…<br />
- Ve lo giuro<br />
- E qual è il programma di Julius?<br />
- Tex Avery<br />
Jeremy quasi cadde dal letto.<br />
- Andiamo a ptrovarlo eh, andiamo a trovarlo domani?<br />
- Impossibile ai bambini è vietato.<br />
- Perché?<br />
- Perché potrebbero contaminare i cani.</p>
<p style="text-align:justify;">E non so perché tutto questo mi fa pensare a Laurent, a Louna, al loro incontro. Lei aveva 19 anni saliva le scale della metropolitana. Lui ne aveva 23 e le scendeva. Lei era appena stata mollata da uno zombie che preferiva le astrazioni. Lui stava per presentare il suo internato in medicina. Lui la vide, lei lo vide. Parigi si fermò. Lui non si presentò al concorso e per un anno non uscirono dalla camera da letto. Io li rifornivo di roba da mangiare e libri ( perchè nonostante tutto mangiavano, avevano anche un certo appetito e tra un viaggio interstellare e l’altro si leggevano a vicenda qualcosa, a volte persino durante, a riprova del fatto che le due cose non sono compatibili ) . Sentiamo un po’ signore, quale dei vostri sposi a cinquanta carati ha sacrificato per voi un concorso importante, un intero anno di studi, un anno di guadagni, così…per amore, per romanticismo…eh? Quale ? ( pag.88 )</p>
<p style="text-align:justify;">E’ come se allungasse il nome per arginare una sovrabbondanza di affetto ( pag.115 )</p>
<p style="text-align:justify;">I bambini sono dei coglioni. Come gli angeli. ( pag. 119 )</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco non bisogna mai esagerare il male che si può fare agli altri. Meglio lasciare a loro questo piacere. ( pag. 119 )</p>
<p style="text-align:justify;">Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui si ci potrebbe impietosire della propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l’ampiezza del disastro. Con queste misure davanti agli occhi, la giornata sarebbe migliore, l’illusione bandita, il passaggio chiaramente delineato. Ma se si pensa alla propria sventura fra due forchettate, con l’orizzonte ostruito dall’imminente ripresa del lavoro , si prendono delle cantonate , si valuta male, ci si immagina peggio di come si sta. Qualche volta addirittura ci si crede felici. ( pag. 182 )</p>
<p style="text-align:justify;">….e cioè che la realtà è più sopportabile del suo fantasma, anche se è peggiore. ( Pag.184 )</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Edizioni: Feltrinelli – Comprato a Siena il 4 Aprile 2002 – Letto a Cecina Mare il 4 e 5 maggio 2002 – Consigliato da : Era lo scrittore preferito del professor Marchiani e di Andrea Massaro. Ugualmente mi è stato consigliato da Elisa e Buso.</em></p>
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			<media:title type="html">sertofano</media:title>
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		<title>sk153 Julio Cortazàr &#8211; Le Ragioni della Collera</title>
		<link>http://parolechecambianolavita.wordpress.com/2010/01/26/sk153-julio-cortazar-le-ragioni-della-collera/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[4]]></category>
		<category><![CDATA[Farenheit 451]]></category>
		<category><![CDATA[Julio Cortazàr]]></category>
		<category><![CDATA[Le Ragioni della Collera]]></category>

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		<description><![CDATA[Futuro E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel mormorio che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menu, o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” [delle sotterranee, nei libri prestati e nell’arrivederci a domani. Nei miei sogni non ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=502&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Futuro<br />
</strong>E so molto bene che non ci sarai.<br />
Non ci sarai nella strada,<br />
non nel mormorio che sgorga di notte<br />
dai pali che la illuminano,<br />
neppure nel gesto di scegliere il menu,<br />
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo”<br />
[delle sotterranee,<br />
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.</p>
<p>Nei miei sogni non ci sarai,<br />
nel destino originale delle parole,<br />
né ci sarai in un numero di telefono<br />
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.<br />
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,<br />
e non per te comprerò dolci,<br />
all’angolo della strada mi fermerò,<br />
a quell’angolo a cui non svolterai,<br />
e dirò le parole che si dicono<br />
e mangerò le cose che si mangiano<br />
e sognerò i sogni che si sognano<br />
e so molto bene che non ci sarai,<br />
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,<br />
né là fuori, in quel fiume di strade e di ponti.<br />
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,<br />
e quando ti penserò, penserò un pensiero<br />
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.</p>
<p><strong>Se devo Vivere<br />
</strong>Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,<br />
la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell’opulenza<br />
si alzi il secco ramo della tosse, che latra<br />
il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita<br />
mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.<br />
Non imparerò per questo a meglio amarti,<br />
però sloggiato dalla felicità<br />
saprò quanta me ne davi a volte soltanto standomi nei pressi.<br />
Questo voglio capirlo, ma mi inganno:<br />
sarà necessaria la brina dell’architrave<br />
perché colui che si ripari sotto il portale comprenda<br />
la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l’aroma<br />
dl pane che passa la sua mano bruna per la fessura.<br />
Tanto lontano ormai da te<br />
come un occhio dall’altro,<br />
da questa avversità che assumo nascerà adesso<br />
lo sguardo che alla fine ti meriti.</p>
<p><strong>La madre<br />
</strong>Davanti a te mi vedo nello specchio che non accetta mutamenti, né cravatta nuova né la pettinatura così. Lo vedo che è questo che tu vedi che io sono, il pezzo che si è staccato dal tuo sogno, la speranza a boccasotto e coperta di vomiti. Madre, tuo figlio è questo, abbassa gli occhi perché si azzitti lo specchio e possiamo riconciliarele nostre bocche.. A ogni lato dell&#8217;aria parliamo di cose diverse con uguali parole. Sei una colonna di cenere (io ti ho bruciata), un asciugamano sull&#8217;attaccapanniper le mai che passano e si fregano, un enorme gufo dagli occhi grigi che spera ancora la mia nomina decorativa, la mia dichiarazione confotrme alla giustizia, alla bontà del buon vicino, alla morte radiotelefonica. Non posso allegarmi, mamma, non posso essere ciò che ancora vedi in questa faccia. E non posso essere altra cosa in libertà, perché nel tuo specchio di blando sorriso c&#8217;è l&#8217;immagine che mi schiaccia, il figlio vero e a misura di madre, il buon pinguino rosa che va e viene e tanto coraggioso fino alla fine, la forma che mi hai dato nel tuo desiderio: onorato, affettuoso, diplomato, pensionabile.</p>
<p><strong>La patria</strong><br />
Esta tierra sobre los ojos,<br />
este paño pegajoso negro de estrellas impasibles,<br />
esta noche continua, esta distancia.<br />
Te quiero, país tirado más abajo del mar, pez panza arriba,<br />
pobre sombra de país, lleno de vientos,<br />
de monumentos y espamentos,<br />
de orgullo sin objeto, sujeto para asaltos,<br />
escupido curdela. inofensivo puteando y sacudiendo banderitas,<br />
repartiendo escarapelas en la lluvia, salpicando<br />
de babas y estupor canchas de fútbol y ringsides.<br />
Pobres negros.<br />
Te estás quemando a fuego lento, y dónde el fuego,<br />
dónde el que come los asados y te tira los huesos.<br />
Malandras, cajetillas, señores y cafishos,<br />
diputados, tilingas de. apellido compuesto,<br />
gordas tejiendo en los zaguanes, maestras normales, curas, escribanos,<br />
centrofordwards, livianos, Fangio solo, tenientes<br />
primeros, coroneles, generales, marinos, sanidad, carnavales, obispos<br />
bagualas, chamamés, malambos, mambos, tangos,<br />
secretarías, subsecretarías, jefes, contrajefes, truco,<br />
contraflor al resto.Y qué carajo,<br />
si la casita era su sueño, si lo mataron en pelea,<br />
si usted lo ve, lo prueba y se lo lleva. -</p>
<p>Liquidación forzosa, se remata hasta lo último.<br />
Te quiero,. país tirado a la vereda, caja de fósforos vacía,<br />
te quiero, tacho de basura. que se llevan sobre una. cureña<br />
envuelto. en la bandera que nos legó Belgrano,<br />
mientras las viejas lloran en el velorio, y anda el mate<br />
con su verde consuelo, lotería del pobre,<br />
y en cada.piso hay alguien que nació haciendo discursos<br />
para algún otro que nació para escucharlos y pelarse las manos.<br />
Pobres negros que juntan las ganas de ser blancos,<br />
pobres blancos que viven un carnaval de negros,<br />
qué quiniela, hermanito, en Boedo, en la Boca,<br />
en Palermo y Barracas, en los puentes, afuera,<br />
en los ranchos que paran la mugre de la pampa,<br />
en las casas blanqueadas del silencio del norte,<br />
en las chapas de zinc donde el frío se frota,<br />
en la Plaza de Mayo donde ronda la muerte trajeada de Mentira.<br />
Te quiero, país desnudo que sueña con un smoking,<br />
vicecampeón del mundo en cualquier cosa, en lo que salga,<br />
tercera posición, enegía nuclear, justicialismo, vacas,<br />
tango, coraje, puños, viveza y elegancia.</p>
<p>Tan triste en lo más hondo de1 grito, tan golpeado<br />
en lo mejor de la garufa, tan.garifo a la hora de la autopsia.<br />
Pero te quiero, país de barro, y otros te quieren, y algo<br />
saldrá de este sentir. Hoy es distancia, fuga,<br />
no te metás, qué vachaché, dale que va, paciencia.<br />
La tierra entre los dedos, la basura en los ojos,<br />
ser argentino es estar triste, ser argentino es estar lejos.</p>
<p>Y no decir: mañana,<br />
porque ya basta con ser flojo ahora.<br />
Tapándome la cara<br />
(el poncho te lo dejo, folklorista infeliz)<br />
me acuerdo de una estrella en pleno campo,<br />
me acuerdo de un amanecer de puna,<br />
de Tilcara de tarde, de Paraná fragante,<br />
de Tupungato arisca, de un vuelo de flamencos<br />
quemando un horizonte de bañados.<br />
Te quiero, país, pañuelo sucio, con tus calles<br />
cubiertas de carteles peronistas, te quiero<br />
sin esperanza y sin perdón, sin vuelta y sin derecho,<br />
nada más que de lejos y amargado y de noche.</p>
<p><strong>Liquidazione di Saldi</strong><br />
Mi sento morire, in te, attraversato da spazi che crescono, farfalle affamate che mi mangiano, appena vivo, con le labbra aperte dove risale il fiume della dimenticanza.<br />
E tu con delicate pinze di pazienza mi strappi i denti, le ciglia, mi denudi<br />
Del trifoglio della tua voce, dell’ombra del desiderio<br />
Vai aprendo in mio nome finestre allo spazio<br />
E fori azzurri nel mio petto<br />
Da cui le estati fuggono lamentandosi<br />
Trasparente, affilato, intessuto d’aria<br />
Fluttuo nel dormiveglia, e ancora<br />
Dico il tuo nome e ti sveglio d’angoscia<br />
Però tu ti sforzi e mi dimentichi<br />
Già sono appena la liquida bolla dell’aria<br />
Che ti riflette, che distruggerai<br />
Con un solo palpebrìo.</p>
<p><strong>Restituzione<br />
</strong>Se della tua bocca non so che la tua voce<br />
E dei tuoi seni solo il verde o l’arancione delle tue bluse, come posso avere la presunzione di avere di te più della grazia di un’ombra che passa sull’acqua.<br />
Nella memoria porto gesti, la moina che tanto felice mi faceva,<br />
e questo modo di restartene in te stessa, con il curvo riposo<br />
di un’immagine d’avorio.<br />
Non è gran cosa questo tutto che mi resta.<br />
IN più opinioni, collere, teorie,<br />
nomi di fratelli e sorelle,<br />
l’indirizzo postale e il numero del telefono,<br />
cinque fotografie, un profumo di capelli,<br />
una pressione di mani piccole fra le quali nessuno direbbe<br />
che mi si nasconde il mondo.<br />
Questo tutto me lo porto senza sforzo, perdendolo poco a poco.<br />
Non inventerò l’inutile menzogna della perpetuità,<br />
meglio passare i ponti con le mani<br />
piene di te,<br />
tirando via a piccoli pezzi il mio ricordo.<br />
Dandolo alle colombe, ai fedeli passeri,<br />
che ti mangino fra canti, arruffio e svolazzi.</p>
<p><strong>Le tarme<br />
</strong>Affrettati a fissarti dentro di me<br />
Se il tuo viso ti importa, e il tuo capello.<br />
Tu non sai che pericolo, che galoppo di mare<br />
A rovescio corre ad annegarti.<br />
Ogni paesaggio, ogni nuovo viso<br />
È una sgubbia ch eincide le tue guance, ogni nome<br />
Cade sopra il tuo nome dome un’aquila morta.<br />
Sei l’annegata della Senna, come salvarti<br />
Se le donne di Picasso ti corrodono con liquide carezze<br />
E al mattino ti penso e sei un’altra<br />
Anche se inseguo assetato il tuo viso<br />
Nei cassetti cercandoti e in ritratti<br />
Abbandonato a una piccola, inutile<br />
Notte di pioggia fra queste mie mani.<br />
Non ti lasciar distruggere,<br />
non cedermi questa vittora facile!<br />
Io lotto come un albero,<br />
però tu sei l’uccello lassù in cima: che posso fargli, al vento che mi ruba il tuo canto se tu gli dai le ali!</p>
<p>E ancora :<br />
<strong>Incarico – Mediterranea &#8211; Se la impasta la lingua – Tessitrici &#8211; Il sogno -Ultimo Circolo &#8211; A una vergine &#8211; Le rovine di Knosso &#8211; Rue MontMartre – Notturno &#8211; Ri-Notturno &#8211; “le Dome” – Poesia &#8211; L’Amante &#8211; Don Juan</strong> <strong>-La Empusa</strong></p>
<p>Edizioni Farenheit451 &#8211; Consigliato da Jose &#8211; Letto 2001 &#8211; Riletto sempre&#8230;.Le poesie sono meravigliose.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Julio_Cort%C3%A1zar" target="_blank">Julio Cortazàr su Wiki</a></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/parolechecambianolavita.wordpress.com/502/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=502&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sk206 Jean Claude Izzo &#8211; Il sole dei Morenti</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[4]]></category>
		<category><![CDATA[E/o]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sole dei Morenti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Claude Izzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole. (Juliet Berto) Ricordi che gli venivano in mente come cartoline postali spedite dal passato. Come se finalmente il passato avesse ritrovato il suo indirizzo e gli rispedisse tutta la posta recapitata in quindici anni ( pag.33) Amo, Adoro. Non sopporto, Detesto. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=351&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole. (Juliet Berto)</em></p>
<p>Ricordi che gli venivano in mente come cartoline postali spedite dal passato. Come se finalmente il passato avesse ritrovato il suo indirizzo e gli rispedisse tutta la posta recapitata in quindici anni ( pag.33)</p>
<p>Amo, Adoro. Non sopporto, Detesto. Lea era una di quelle persone neutre pronte a barcamenarsi e uniformarsi per piacere e sedurre … Si disse che quella risata avrebbe voluto sentirla per tutta la vita …(pag.35)</p>
<p>Sarà più facile per chi morirà per ultimo perché avrà già perso tutto (pag. 176)</p>
<p>Il mare è sulla mia strada (pag. 183)</p>
<p>La felicità ti fa sentire a casa (pag. 189)</p>
<p>A volte la vita è più bella dal vero che nei sogni  (tutto il capitolo)</p>
<p>Il suo corpo gli parve fragile. La sua pelle ancora più morbida. Tremava quando la penetrò. Come se per la prima volta un uomo venisse in lei. I suoi occhi ,quando li aprì, non brillavano di felicità. Erano un oceano di tristezza. Eppure aveva goduto. Rico ne era convinto. Si erano amati lentamente, finchè aveva sentito le unghie di lei solcargli la schiena. Ma, e Rico lo capì soltanto più tardi, avevano solo goduto l’uno dell’altra, due estranei che si saziavano di una felicità effimera. (pag.115)</p>
<p>L’importante non è l’amore, è la rappresentazione dell’amore. Funziona così la vita, sull’apparenza, la recita, sempre. (pag.116)</p>
<p>Rico la guardava con tenerezza. Il volto scavato da occhi quasi viola. Gli sembrava  più vecchia di quando la osservava al bar, più fragile. Soltanto le labbra, quando parlava, restituivano al suo volto la giovinezza, ma era come involontario. Le sue labbra, a volte il suo sorriso, appartenevano ad un mondo che i suoi occhi pareva aver lasciato per sempre. (pag. 145.146)</p>
<p>Dormiva un sonno senza riposo. (pag.152)</p>
<p>“Perché sorridi” gli ho domandato</p>
<p>“sorrido ai miei sogni” (pag. 211)</p>
<p>La fine della diga. La fine della strada. Ho sbattuto la bici per terra. Ho salito i gradini del faro, quattro alla volta. Fino al terrapieno. Una raffica di mistral gelido mi ha accolto. Rico era lì. Seduto per terra,con la schiena appoggiata alla pietra bianca. Gli occhi aperti, sul largo, sulle isole, sull’orizzonte. La cosa più bella che abbia mai visto. Che Rico voleva vedere. Un’onda è venuta ad infrangersi ai piedi del faro e si è alzata dritta nel cielo. Il mare inventava dei fuochi d’artificio. Per Rico…Rico! Non serviva a niente. Rico sorrideva a occhi aperti. Non ho più osato guardarlo. Mi sono seduto accanto a lui, ho slegato Zineb e me lo sono incastrato fra le gambe. E adesso? Ho appoggiato la testa sulla spalla di Rico, ho chiuso gli occhi e mi sono mormorato una canzone che canticchiava mio padre nei giorni difficili …</p>
<p>…La sirena di una nave è riecheggiata nel porto. Adesso il sole era alto in cielo. Un sole bianco e freddo. Il sole dei morenti, ho pensato. Il sole dei morenti. Ho fatto scivolare la mia mano in quella di Rico. Intrecciando le mie dita alle sue e ho aspettato. Ho aspettato sapete. Perché mi sono detto, questa vita non può continuare così. Non può. ( pag. 234-235 )</p>
<p> Edizioni E/o &#8211; Comprato in Luglio 2001 a Firenze. Letto il 16 Agosto 2001 &#8211; Consigliato da Jose.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Claude_Izzo" target="_blank"><strong>Jean Claude Izzo su Wiki</strong> </a></p>
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			<media:title type="html">sertofano</media:title>
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		<title>sk225 Ernest Hemingway &#8211; Il Vecchio e il Mare</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 14:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ernest Hemingway]]></category>
		<category><![CDATA[Il Vecchio e il Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[“Allora buona notte. Domattina vengo a svegliarti” “Tu sei la mia sveglia” disse il ragazzo “La mia sveglia è l’età” disse il vecchio “perché i vecchi si svegliano così presto? Sarà perché la giornata duri più a lungo?” (pag.16) Guardò il mare e capì fino a che punto era solo ( pag. 45 ) E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=498&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Allora buona notte. Domattina vengo a svegliarti”<br />
“Tu sei la mia sveglia” disse il ragazzo<br />
“La mia sveglia è l’età” disse il vecchio “perché i vecchi si svegliano così presto? Sarà perché la giornata duri più a lungo?” (pag.16)</p>
<p>Guardò il mare e capì fino a che punto era solo ( pag. 45 )</p>
<p>E capì che nessuno era mai solo sul mare ( pag.45 )</p>
<p>Li odio i crampi, pensò. Sono un tradimento del corpo ( pag. 46 )</p>
<p>Il tramonto del sole è un momento difficile per tutti i pesci ( pag. 55 )</p>
<p>Sono contento che non dobbiamo cercare di uccidere le stelle( pag. 56 )</p>
<p>Chissà che cos’è un soprosso, pensò. Forse l’abbiamo tutti senza saperlo ( pag. 72 )</p>
<p>E’ stupido non sperare pensò. E credo che sia un peccato non pensare ai peccati. Ci sono abbastanza problemi adesso senza i peccati. E poi non riesco a capirli ( pag. 79 )</p>
<p>L’hai ucciso per orgoglio e perché sei un pescatore. Gli volevi bene quand’era vivo e gli hai voluto bene dopo. Se gli vuoi bene non è un peccato ucciderlo. O lo è ancora di più ? ( pag. 79 )</p>
<p>Non devo esagerare ad ingannare me stesso ( pag. 80 )</p>
<p>Congiunse le mani e si tastò le palme. Non erano morte e gli bastava aprirle e chiudere per resuscitare il dolore della vita ( pag. 87 )</p>
<p>Edizioni Repubblica &#8211; Comprato il 20 Maggio 2002 a Poggibonsi &#8211; letto fra il 24 e il 25 Maggio 2002 a Cecina Mare</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway" target="_blank"><strong>Ernest Hemingway su Wiki</strong> </a></p>
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		<title>sk217 Nick Hornby &#8211; Come Diventare Buoni</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 13:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[4]]></category>
		<category><![CDATA[Come diventare buoni]]></category>
		<category><![CDATA[Guanda]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Hornby]]></category>

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		<description><![CDATA[Lui si trovava in una cucina di Londra nord e non diceva niente. Io mi trovavo in un parcheggio di Leeds e non dicevo niente e improvvisamente e con senso di nausea mi sono resa conto di conoscere fin  troppo bene quel silenzio, la sua forma e le sensazioni che mi dava, tutti i suoi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=490&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lui si trovava in una cucina di Londra nord e non diceva niente. Io mi trovavo in un parcheggio di Leeds e non dicevo niente e improvvisamente e con senso di nausea mi sono resa conto di conoscere fin  troppo bene quel silenzio, la sua forma e le sensazioni che mi dava, tutti i suoi angoli appuntiti. ( e naturalmente non si trattava affatto di vero silenzio. Senti il parlottare della tua rabbia , pieno di imprecazioni, il sangue che ti pulsa nelle orecchie e… ) (pag. 11 )</p>
<p>Ma per quanto male vadano le cose condividere un letto non è mai stato un grosso problema ; è il resto della vita a lasciare inorriditi. Ci sono stati dei momenti di recente,  da quando sono cominciati i casini,  in cui solo vedere David sveglio, attivo, attento, che camminava  e parlava mi faceva venire il vomito , tanto lo odio. Di notte però è un’altra storia . Facciamo ancora l’amore, in maniera meccanica senza trasporto ma non è per il sesso: è il modo che abbiamo elaborato negli ultimi 20 anni  per trovare la via del sonno e trovarla insieme. Ho disegnato sul mio corpo i contorni dei suoi gomiti , le sue ginocchia il suo sedere e nessun altro si adatta a me altrettanto bene. ( pag 15 )</p>
<p>Quando David dorme lo posso trasformare di nuovo nella persona che amo: posso imporre la mia idea di ciò che David dovrebbe essere. Di ciò che David era, sulla sua figura addormentata. E le sette ore che trascorro con quel David mi aiutano a vivere il giorno dopo con l’altro David. ( pag. 16 )</p>
<p>“Non sono magnanima. Detesto vivere con uno così infelice”</p>
<p>“Spietata”</p>
<p>“ No, Non spietata, devo fare qualcosa non posso vivere con uno così infelice. Mi stai esasperando”</p>
<p>“Fai quel cazzo che ti pare” ( pag.. 24 )</p>
<p>Ecco la sensazione che si prova. Entrare in una stanza: la porta si chiude alle vostre spalle e passate un po’ di tempo, in preda  al panico a cercare una chiave, una finestra, qualcosa… poi quando capite che non c’è modo d’uscire cominciate a sfruttare al meglio quello che avete intorno. Provate la sedia e vi rendete conto che in realtà non è scomoda, e che c’è un televisore e un paio di libri, e c’è un frigorifero pieno di roba da mangiare … ( pag.30 )</p>
<p>L’impressione che ho ora è che essere umani sia in se per sé già abbastanza drammatico, vale per chiunque, non c’è bisogno di essere un eroinomane o un poeta da reading per vivere situazioni estreme. Basta amare qualcuno ( 136 )</p>
<p>Che razza di sensualismo è quello che aspira al nulla ? ( pag. 203 )</p>
<p>C’è stata una lunga pausa riflessiva, fatale, prima che dicesse qualcosa , una pausa che mi ha permesso prima di ignorare e poi di dimenticare le parole che alla fine è riuscito a mettere insieme ( pag. 204 )</p>
<p>Oh non parlo dell’amore romantico, del desiderio folle per qualcuno che si conosce poco. E i sentimenti che provo al lavoro, senso di colpa, naturalmente e paura, irritazione, e altre ignobili distrazioni dell’animo che servono soltanto ad indispormi per metà del tempo. Parlo di quell’amore che ti ispira ottimismo, disponibilità … dov’è finito quello ?  ( pag. 242 )</p>
<p>Edizioni Guanda &#8211; Comprato a Poggibonsi il 24 Dicembre 2001   &#8211; Letto fra fine Dicembre fino al 12 Gennaio 2002 &#8211; Nel letto di Buso.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nick_Hornby"><strong>Nick Hornby su Wiki</strong> </a></p>
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		<title>Sk215 J.P.Enthoven &#8211; Aurore</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[3]]></category>
		<category><![CDATA[Aurore]]></category>
		<category><![CDATA[Bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Paul Enthoven]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[aurore]]></category>
		<category><![CDATA[jean paul enthoven]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di conoscere Aurore non sapevo che l’amore è un lento processo di annientamento. Né prima che Aurore me lo insegnasse sapevo che alla fine di questo processo c’è un lento scoprire con amarezza chi realmente siamo. Per me fu una sorta di meticoloso avvelenamento, un annegamento. Un viluppo di catene mentali , di cause [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=360&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di conoscere Aurore non sapevo che l’amore è un lento processo di annientamento. Né prima che Aurore me lo insegnasse sapevo che alla fine di questo processo c’è un lento scoprire con amarezza chi realmente siamo. Per me fu una sorta di meticoloso avvelenamento, un annegamento. Un viluppo di catene mentali , di cause ed effetti il cui insieme scatenò eventi che mi fecero credere vittima di un nemico spietato, mentre in realtà l’unico tiranno ad agirvi ero io stesso ( pag. 9 )</p>
<p>E’ che noi ci ritroviamo ad attribuire al fato ciò che in realtà non è altro che l’appagamento di un desiderio segreto ( pag. 14 )</p>
<p>Riuscii solo a notare che aveva messo i suoi occhi da sera. Occhi durissimi, come se anziché l’ombretto vi avesse colato del metallo fuso. E avrei potuto giurare che quegli occhi mi guardassero senza vedermi. O meglio che attraverso me guadassero un futuro in cui io non c’ero. ( pag. 30 )</p>
<p>Fu in uno specchio che incrociai il primo volto di Aurore , era ferma dietro di me. I nostri sguardi ebbero agio di adattarsi senza pudore l’un l’altro, senza che nessuno se ne accorgesse. Il fatto che ad avvicinarci sia stato uno specchio non è irrilevante , né è irrilevante il fatto che il suo volto mi abbia raggiunto mentre le davo le spalle . Ebbe repentina la sensazione che quella donna venisse dal mio passato e dunque mi parve naturale riconoscerla pur senza averla mai vista prima. Tutto in ciò che segui quell’istante sarebbe scaturito da quella concatenazione. In amore è sempre il passato a dettar legge ( pag. 43 )</p>
<p>Sin dall’inizio non mi aveva offerto che illusioni, non mi aveva riempito di nient’altro che di vuoto. E quelle illusioni e quel vuoto era riuscita a farmeli vedere come un orizzonte di felicità, quelle insoddisfazioni me le aveva fatte sembrare un nutrimento indispensabile ( pag. 62 )</p>
<p>Hai lo stesso difetto di tuo padre, fai finta di non sapere che la passione è in assoluto la condizione in cui gli uomini hanno più alta possibilità di vedere le cose come non stanno ( pag. 73 )</p>
<p>Non esiste nulla di più piacevole del pronunciare parole di afflizione quando ci si sappia già promessi ad una nuova felicità ( pag. 83 )</p>
<p>Poiché per l’innamoramento l’incertezza è una tortura ( pag. 89 )</p>
<p>Che sciocca che sono, si ama soltanto chi non si conosce ( pag.91 )</p>
<p>Aurore aveva fotografato cose insignificanti. Un gabbiano , delle nuvole. Le sue dita che stringevano una sigaretta, la tazza di caffè. E la frutta con cui facevamo colazione al bar del porticciolo. Quelle foto mi avevano commosso proprio per la loro futilità. Erano la riprova di ciò che avevo vissuto. ( pag. 124 )</p>
<p>La cosa insopportabile nei ricordi è che li si ritrova sempre, anche solo per un istante, in un presente ingannevole. Impossibile accoglierli senza cedere all’illusione fugace di ritrovarsi in un tempo che anche se non c’è più finge d’esserci ancora. ( pag. )</p>
<p>Quando si soffre d’amore si pensa sempre che l’altro sia felice, che sia in movimento. Che sia in viaggio mentre noi ci intirizziamo in un immobilità raggelante ( pag. 128 )</p>
<p>Un mattino mentre nuotavo credetti addirittura che fosse tutto finito, che mi fossi liberato e feci il superbo con la mia infelicità passata . La provocai come una belva che ormai tutto mi diceva aver perduto la sua ferocia. L’amore, pensavo, è veramente un sentimento spurio. Non c i si può contare. Né sull’amore, né sulle persone che lo suscitano. Né sui tormenti che in seguito si dovranno alla sua malvagità. Davvero in questo sentimento non c’è altro che sabbia e vento ? A contatto con l’amore diventa sempre tutto così falso ? E non c’è neanche una singola realtà che non vi si disintegri come una goccia d’acqua su una superficie rovente ?  ( pag. 137 )</p>
<p>Aurore abbandonava il mio spirito a frammenti, prima il suo viso, poi i suoi gesti. Poi il suo corpo. Nebbie impenetrabili me la rapivano. Vi si disperdeva gradualmente . Ormai potevo anche vedere una chiesa senza che mi infliggesse il ricordo di quella dove avevo visto le sue prime lacrime . O camminare lungo una strada senza desiderare che Aurore mi si materializzasse accanto e mi prendesse per mano, o ancora nuotare senza temere di non trovare più Aurore sulla spiaggia ad aspettarmi. Come una risacca la mia ossessione andava ritirandosi. La mia curiosità andava facendosi meno impaziente. Il collare d’angoscia aveva smesso di strangolarmi senza motivo quando uscivo dall’acqua. Quelle stimmate appartenevano ad un individuo cui ormai appartenevo sempre meno ( pag 158 )</p>
<p>Ma a partire da quale gesto si cessa di essere se stessi ? ( pag. 175 )</p>
<p>Edizioni Bompiani &#8211; Comprato il 24 Ottobre 2001 a Poggibonsi e letto il 25 e il 26 Ottobre  con Elisa. Regalato a Nik.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Jean Paul Enthoven Su Wiki</strong></p>
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		<item>
		<title>Sk213 Marina Cvetaeva &#8211; L&#8217;Amica</title>
		<link>http://parolechecambianolavita.wordpress.com/2010/01/18/sk213-marina-cvetaeva-lamica/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sertofano</dc:creator>
				<category><![CDATA[L&#039;Amica]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Cvetaeva]]></category>
		<category><![CDATA[Panozzo editore]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://parolechecambianolavita.wordpress.com/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Quanta pigrizia nel vestirsi E quanta nel rialzarsi dalle poltrone E ogni giorno a voi donato dal destino Sarebbe stato felice della mia felicità Soprattutto mi turbava Camminare così tardi nella notte e nel freddo E ogni ora a voi donata dal destino Sarebbe stata giovane della mia felicità Voi avete fatto questo senza malvagità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=parolechecambianolavita.wordpress.com&amp;blog=8990464&amp;post=358&amp;subd=parolechecambianolavita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanta pigrizia nel vestirsi<br />
E quanta nel rialzarsi dalle poltrone<br />
E ogni giorno a voi donato dal destino<br />
Sarebbe stato felice della mia felicità</p>
<p>Soprattutto mi turbava<br />
Camminare così tardi nella notte e nel freddo<br />
E ogni ora a voi donata dal destino<br />
Sarebbe stata giovane della mia felicità</p>
<p>Voi avete fatto questo senza malvagità<br />
Innocentemente e Ineluttabilmente<br />
Io sono stata la vostra giovinezza<br />
Quella che passa accanto<br />
- 25 ottobre 1914 ( pag. 37 )</p>
<p>Tu vai per la tua strada e le tue mani non tocco<br />
La malinconia in me è troppo antica<br />
Perché tu sia per me una qualunque.<br />
- 14 gennaio 1915 ( pag.55 )</p>
<p>Ripeterò alla vigilia dell’addio<br />
Alla fine dell’amore<br />
Che ho amato queste tue mani imperiose</p>
<p>E gli occhi chi a chi dunque<br />
Non donano uno sguardo<br />
Pretendendo risposta<br />
Per un occasionale sguardo</p>
<p>Tutta te, con la tua stramaledetta passione<br />
M’è testimone signore<br />
Pretendendo espiazione<br />
Per un occasionale sospiro</p>
<p>E ancora aggiungo spossata<br />
d’ascoltare non aver fretta<br />
Che la tua anima<br />
M’è rimasta di traverso all’anima</p>
<p>E ancora ti dico<br />
La lo stesso è vigilia!<br />
Questa bocca prima del bacio<br />
Tuo, era ingenua<br />
Lo sguardo fino al tuo sguardo<br />
Era coraggioso e limpido<br />
Il cuore ha cinque anni<br />
“ Felice chi non t’ha incontrata sul suo cammino”<br />
- 28 aprile 1915 ( pag.71 )</p>
<p>Edizione Panozzo &#8211; Comprato ad Urbino e letto il 30 Agosto 2000 a Cecina Mare nel mio letto fino alle 1.00 di notte. Ragalato a Valentina Serafini.</p>
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